DOVE LO TROVO IL TEMPO?

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Quante volte ci piacerebbe fare una cosa ma pensiamo di non avere tempo? Ad esempio vorrei uscire con gli amici, ma non ho tempo perchè devo studiare.

A mio parere, il verbo AVERE e il sostantivo TEMPO non stanno bene insieme! Tutti hanno tempo, che lo si creda o no. Infatti, la mia giornata è composta da 24h, quella di mia moglie è composta da 24h, quella di Balotelli è di 24h e persino quella di Berlusconi (anche se ha promesso che se sale al Governo prima toglie l’IMU e poi allunga la giornata a 28h 🙂 ).

Lasciando stare l’onnipotenza di Berlusconi, tutti hanno la stessa quantità di tempo ogni giorno: 24h. Cosa cambia allora dal fatto che io non posso uscire con gli amici e altri invece sì?

Dal fatto che in queste 24h ognuno avrà delle attività da svolgere più o meno diverse da altri.

Quindi non posso neanche dire che ho poco tempo, ma casomai che è una risorsa limitata.

 

Chiarito questo, aggiungo che il tempo non si può gestire. Infatti ci sono talmente tanti elementi al di fuori del proprio controllo che possono far saltare qualsiasi precisa pianificazione. Ad esempio ero convinto di avere 2 giorni per finire la tesina, ma il tempo è volato (a proposito, il tempo non vola!) perchè sono stato male, mi hanno telefonato in 20 persone, ho perso il libro più importante (lo ha mangiato il cane, lo stesso che mangiava i compiti alle elementari 🙂 )

 

In ultima è vero che “il tempo è denaro” (inteso come prezioso) proprio perchè è una risorsa limitata, ma non è vero che il “denaro è tempo”… Non lo posso comprare, non lo posso accumulare e non posso “recuperare il tempo perduto”. Non per demoralizzare nessuno, ma NON SI PUO’ SCENDERE A COMPROMESSI CON IL TEMPO.

Il tempo passa, e non ci si può fare niente!

 

Allora cosa si può cambiare per sfruttare meglio il tempo a nostra disposizione? NOI STESSI.

 

Iniziamo a concentrarci non più sul tempo che scorre e che ci manca, ma su ciò che facciamo in questo tempo. Concentriamoci sulle attività e anche su come ci sentiamo nel farle (infatti l’obiettivo sarà riuscire a svolgere tutto ciò che “bisogna” fare nel miglior modo possibile rimanendo sereni…)

Secondo Covey le attività da svolgere possono dividersi in 2 tipologie:

1          IMPORTANTI

2          URGENTI

Un’attività può essere importante e anche urgente, può essere importante ma non urgente, può essere non importante ma urgente e può essere non importante e non urgente:

 Quadranti-di-Covey2

Ora, se vi chiedessi chi era Carlo XIII di Svezia ad esempio forse non tutti rispondereste, ma se qualcuno lo sapesse le risposte sarebbero più o meno simili. Se vi chiedessi una definizione di “importante” e “urgente” probabilmente tutti sapreste dirmi qualcosa, ma le risposte sarebbero le più disparate (difficilmente ne troverei 2 uguali).

Quindi prima cosa è domandarsi: “Per me cosa significa e quali sono le attività Importanti e Urgenti?”

E’ ovvio che nessuno può dare la risposta al posto vostro.

 

E’ anche vero però che Importante e Urgente sono dei concetti in parte oggettivi:

 

IMPORTANTE…

una cosa a cui tengo (emozioni)

una cosa utile per il futuro (obiettivi)

una cosa che mi fa crescere

una cosa che rispecchia i miei valori…

URGENTE…

una cosa da fare prima di una scadenza

spesso una cosa che mi chiedono di fare

spesso una cosa molto “visibile”…

La domanda successiva è: “una cosa Urgente è sempre Importante?” La risposta è no, così come il contrario: una cosa Importante non è sempre urgente.

tempo

Quando si lavora in situazione di urgenza è facile che si lavori velocemente a scapito della qualità. Lavorando in velocità è più facile che si instaurino meccanismi di ansia e stress e a volte si dimentica ciò che è veramente Importante. Si lavora in uno stato di CRISI

Ovviamente le attività Non Importanti non ci interessano, spesso sono richieste da altri, ci fanno perdere tempo, non ci faranno raggiungere gli scopi… Rappresentano l’ INGANNO e lo SPRECO.

Per lavorare bene ci vuole tranquillità, concentrazione, sapere che c’è una seconda possibilità, quindi senza scadenze ravvicinate. L’obiettivo è di lavorare sempre più nel quadrante Attività Importanti – Non Urgenti” perchè sono quelle attività che rappresentano un’ OPPORTUNITA’, che ci permettono di riflettere e progettare, pianificare, svolgerle al meglio della qualità e che se trascurate diverranno Urgenti.

 

Come dice il proverbio: “Meglio prevenire che curare” e quindi cerchiamo di capire cosa è veramente Importante per noi e lavorarci “per tempo”!

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STUPIDO E’ CHI LO STUPIDO FA!

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La teoria sulla stupidità umana di Carlo M. Cipolla

Due premesse fondamentali:

  • L’essere umano è impossibilitato a “non comunicare”

  • L’uomo è un animale sociale

Seguendo queste 2 premesse l’essere umano si trova in un ambiente di relazioni con altre persone immerse in altre relazioni.

Dalle azioni che si compiono ognuno di noi trae dei vantaggi o delle perdite e allo stesso tempo determina un vantaggio o una perdita per qualcun altro.

Rappresentiamo questo concetto in un grafico in cui poniamo nelle asse delle X il guadagno per sé e sull’asse delle Y il guadagni per gli altri:

In quanto a guadagni e perdite non si intendono solamente quelle materiali (denaro, oggetti, immobili…), ma anche immateriali (soddisfazioni psicologiche ed emotive e stress psicologici ed emotivi). Ovviamente queste ultime sono più difficili da misurare in quanto coinvolgono anche i sistemi valoriali delle persone coinvolte.

Il Cipolla considera queste 4 categorie di persone in base alle relazioni e risultati che portano:

  1. INTELLIGENTE = Nelle azioni e comportamenti porta dei vantaggi sia per sé che per gli altri

  2. BANDITO = Nelle azioni e comportamenti porta dei vantaggi per sé, ma crea svantaggi agli altri

  3. SPROVVEDUTO = Nelle azioni e comportamenti porta degli svantaggi per sé, ma crea vantaggi agli altri

  4. STUPIDO = Nelle azioni e comportamenti porta degli svantaggi sia per sé che per gli altri

cipolla

Nessuno agisce sempre e solo da Intelligente o Bandito o Sprovveduto, ma il Cipolla nota come gli STUPIDI si comportino quasi sempre come tali (soprattutto nelle relazioni)

Sono persone che provocano perdite di denaro, tempo, energie, tranquillità, buon umore compiendo delle azioni che non portano loro dei vantaggi. Proprio qui sta la pericolosità di queste figure perchè non si sa perchè compiano ciò che compiono. Inoltre esse sono imprevedibili, cioè difficilmente si riesce a prevedere come si comporteranno e quando.

Non solo a livello individuale sono le persone più pericolose, ma anche a livello sociale perchè non portano alcuni beneficio alla società. Si può dire che l’Intelligente reca guadagno sia a sé che alla società aumentando il livello di benessere di entrambi. Si può dire che il Bandito e lo Sprovveduto creano vantaggi a uno a scapito dell’altro, ma a livello sociale provocano un equilibrio. Lo stupido è solo in grado di provocare disagio e degrado sociale.

Con un grafico:

INTELLIGENTE

BANDITO

SPROVVEDUTO

STUPIDO

+

+

SE STESSO

+

+

SOCIETA’

+

0

0

TOT

DA QUI IL CIPOLLA ELABORA LA TEORIA DELLA STUPIDITA’ UMANA:

1° LEGGE: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

2° LEGGE: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

3° LEGGE: La persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

4° LEGGE: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.

5° LEGGE: La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.

 

PROBLEMA NOVE PUNTI………

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I nove punti che si vedono nella figura qui di seguito, devono essere collegati da quattro linee rette senza sollevare la penna dal foglio.

puntijpg

Per quanto possiate provare ad unire questi 9 punti, secondo le indicazioni date, sarà impossibile trovare la soluzione, almeno che, non cambiate la prospettiva con la quale osservate il problema.

Sarà infatti possibile risolverlo, solo uscendo fuori dal proprio schema logico che ingabbia all’interno del quadrato autoimposto. Nella sezione “galleria fotografica” troverete la soluzione, che si trova esaminando le ipotesi sui punti e non i punti stessi.

La stessa cosa si verifica per analogia, quando si tenta di risolvere un problema personale, dove si finisce col rimanerne incastrati, dove continuando ad analizzare sempre gli stessi elementi che si hanno a disposizione, non si riuscirà ad uscirne.

Spesso chi ha un problema non può risolverlo se cerca di farlo rimanendo sullo stesso piano del problema e per questo, in questi casi, è utile riuscire a vederlo da fuori, anche con l’aiuto di una persona esterna.

Guardarsi dall’esterno, aiuterà a trovare la soluzione.

Guardarsi dall’esterno, aiuterà infatti a prendere le distanze e a rivalutare la propria posizione all’interno di questa dinamica, riuscendo a “rompere la catena” e ad aprire la cella nella quale fino a quel momento eravamo rimasti bloccati

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CAMBIARE PUNTO DI VISTA

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Le cose non sono sempre quelle che osserviamo con gli stessi occhi ma possono mutare, a seconda dei punti di vista considerati….

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Se io cambio il mio modo di guardare alle cose le affronterò in modo diverso, cosicché otterrò risposte diverse…

Un tempo eravamo piccoli e potevano dirci di fare questo e di fare quello, d’altra parte la nostra naturale curiosità cozzava con la nostra inesperienza. Ora, da adulti… i limiti che abbiamo sono solo quelli che ci diamo noi. L’inconscio non ha limiti ma solo potenzialità inespresse che possono aprirsi in tutte le direzioni. L’inconscio elabora attraverso i canali sensoriali ed immagina tutto quello che è possibile immaginare. Una volta create, le nuove alternative possono essere valutate a livello inconscio. La persona sceglierà la migliore per lei in quel momento e potrà realizzarla a livello immaginativo. L’esperienza immaginata diventa la base dell’esperienza realizzata.

Se io dentro di me mi sento libero, il fatto apparentemente limitante di non esserlo veramente ancora, diventa solo un fattore temporale che inevitabilmente si realizzerà.

Ristrutturare significa cambiare l’atteggiamento o punto di vista concettuale e/o emozionale in relazione al quale una situazione viene vissuta e porla entro un’altra cornice.

Come se non bastasse, cambiare punto di vista implica anche il cambiamento delle nostre strutture mentali, modificare un’organizzazione neurale radicata. Non a caso è ricorrente l’invito ad “aprirsi la mente”. Le convinzioni più profonde, il modo di atteggiarsi  non si cambiano facilmente, sono parte anche del nostro cervello, che fisiologicamente continua a pensare e a farci percepire l’ambiente circostante secondo i  suoi tradizionali parametri che oramai lo hanno in-formato.

Il cervello non cambia idea da solo, ma esclusivamente a seguito di un livello di maggiore consapevolezza che può essere indotta dall’allenamento (ragionamento, esercizi spirituali, analisi del contesto, nuova conoscenza e nuove esperienze …) o da shock, o da eventi della vita che, per la loro portata, mettono in crisi il personale sistema di riferimento.

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