Decisione

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Cresa-Decisione

Il momento della decisione sembrerebbe sempre quello più importante…

Ho deciso di farmi un tatuaggio”… Vado in negozio

Ho deciso di iscrivermi all’Università di Scienze Motorie”… Vado in segreteria per la preiscrizione

In realtà il momento della decisione non è altro che la possibilità di chiudere un circolo di una preparazione all’azione e al comportamento ben più complessa.

Le fasi a mio parere che una persona mette in atto prima di arrivare alla decisione finale sono:

  1. Problema, curiosità, dubbio (pensiero)

Deve esserci una situazione instabile di partenza che scuote la persona. Un problema che si vuole risolvere, una curiosità a cui si vuole rispondere, un obiettivo che si vuole raggiungere etc…

  1. Motivazione (pensiero)

A volte non basta essere curiosi o avere dei dubbi, voler risolvere un problema, avere un fine. Serve una spinta ulteriore che porti all’agire

  1. Raccolta informazioni (azione)

Riuscire a rispondere (attraverso varie modalità) a più domande possibili riguardo al problema-dubbio sorto.

  1. Giudizio – Convenienza (azione)

Mettere in atto degli schemi di pensiero che mi permettono di scremare le informazioni e capire cosa per me è più importante, ciò che mi porta più risultato, ciò che mi dia più beneficio

  1. Decisione (azione)

Ultima fase di verifica prima dell’azione finale. E’ la scelta di intraprendere un’azione verso un fine

  1. Azione

Agire per risolver un problema, raggiungere l’obiettivo etc…

Oggi quindi nelle scelte che si fanno è sempre più importante fermarsi e ragionare su questi aspetti per non rischiare di andare avanti “alla cieca”, ma per costruire la propria strada sulla base di un progetto.

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Convenienza

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Che cosa è utile per me? Cosa è conveniente per me? Cosa mi porta vantaggio?

E’ ovvio che per certe domande è facile la risposta:

è utile per me non buttare il portafoglio nel water? Sì”

è conveniente per Road Runner fermarsi a mangiare l’ACME? No (anche se sappiamo già come va a finire)

porta un vantaggio all’Inter cambiare modulo a fine 1° tempo nel derby? Sì, non perdere la partita”

Altre volte invece, ci troviamo di fronte a domande complesse a cui è difficile rispondere. Così come per la Volontà, anche in questo caso sarò soltanto IO a darmi una risposta… E’ quella giusta? A volte si può capire, altre volte deve passare molto tempo, a volte non lo si saprà mai.

Domanda ulteriore : “Ciò che è conveniente per me lo è anche per gli altri?” “Per portare un vantaggio a me reco uno svantaggio a qualcun altro?”

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Volontà!

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La volontà, cioè la facoltà e la capacità di volere, di scegliere e realizzare un comportamento idoneo al raggiungimento di determinati fini, è una disposizione personale.

Nessuno può dirmi quello che “voglio”, sarà un compito mio capire ciò che è meglio per me. Non sempre risulta semplice e per questo a volte si finisce per assecondare ciò che gli altri “vogliono per me”. La volontà non si esaurisce in un singolo momento del pensiero (sì lo voglio), ma indica un processo (sì lo voglio, posso decidere, lo posso realizzare).

A tal proposito vi racconto una storia:

Ulisse è l’ultimo a tornare in patria (Itaca) tra gli eroi greci che hanno partecipato alla guerra di Troia.

Ulisse intraprende il viaggio di ritorno dove incontrerà moltissimi ostacoli. Primo fra tutti Nettuno, il dio del mare con le sue tempeste. Riesce a scampare dai pericoli nelle terre dei Ciclopi e dei Lotofagi, riesce a fuggire dalla grotta di Polifemo ferendolo ad un occhio (peraltro l’unico che aveva), arriva nell’isola della maga Circe che trasforma i suoi compagni in porci. Poi l’episodio delle sirene a cui resiste legandosi all’albero della barca, dei mostri Scilla e Cariddi fino all’arrivo nell’isola della dea Calipso, dove rifiutò persino l’immortalità all’idea di un ritorno in patria. Arriva infine dai Feaci i quali lo aiutano a ritornare a Itaca (fornendogli l’imbarcazione).

itaca

Come vedete Ulisse è la Volontà personificata… E’ Volontà quando pensa: “Sì, lo voglio (tornare a casa)”, è Volontà quando è il momento di scegliere (no all’immortalità, no al canto delle sirene…) ed è Volontà quando realizza tutto ciò che può per il ritorno in patria.

Per Volontà quindi possiamo intendere la possibilità di compiere l’azione (normalmente spiacevole) nonostante ostacoli interni e/o esterni.

Sarebbe interessante soffermarci anche sulle motivazioni che lo spingevano al ritorno (la moglie? La gloria? Pura nostalgia di casa?), ma non in questo articolo… perché più le motivazioni sono valide e più la Volontà sarà forte.

Quante volte ci fermiamo a pensare: “Mi piacerebbe prendere un 9 in Storia” oppure “Mi piacerebbe diventare Ingegnere chimico”…

Volontà in questi casi vuol dire “sì lo voglio (veramente), sì posso decidere, sì posso realizzarlo”.

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SCELTA

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Se si apre un qualsiasi vocabolario della lingua italiana e si cerca la parola “scelta” si incontra una definizione di questo tipo:

Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criteri oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione”

Le parole che mi colpiscono e che ritengo più significative all’interno della definizione sono:

  • Volontà
  • Convenienza
  • Decisione

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