FACCIO CIO’ CHE FACCIO PERCHE’ VOGLIO FARE CIO’ CHE FACCIO!

Standard

Infiniti sono gli studi, le ricerche e le teorie sulla MOTIVAZIONE dell’agire umano.

In questo articolo l’obiettivo non è quello di ripercorrere le tappe degli studi psicologici sul tema ma di riflettere sulle possibilità che mi spingono a comportarmi in un certo modo (ricorrendo se necessario a qualche riferimento teorico/teoria).

A livello orientativo è interessante domandarsi:

Quali sono le motivazioni che frequentemente mi spingono all’azione quotidiana? E quelle mentre si prendono decisioni importanti?

Un esempio personale: mi piace molto correre. Se ne ho la possibilità mi alleno e faccio dei giri di corsa verso sera o il sabato. Cosa penso, magari dopo una giornata faticosa, mentre mi sto cambiando, mi sto mettendo i pantaloncini ed esco (al freddo) a correre 30’?

□ Ah quanto son figo!

□ Finalmente un po’ di relax senza pensieri per la testa

□ Questo allungherà la mia vita di 5 minuti, o almeno credo.

□ Devo allenarmi ed essere pronto per la “Strong run man 2014”

……. Secondo voi la risposta?

La realtà è che potrebbero essere tutte e 4 o qualcun’altra non in elenco, 1 sola o combinazioni varie. Dipende dal giorno, dall’ora, da cosa mi è successo durante la giornata, dal mio carattere, dalle aspettative che mi son fatto etc…

Avete capito che è una cosa complessa, ma questa potrebbe essere proprio la sfida più divertente e impegnativa: domandarmi e quindi capire quando mi comporto in una certa maniera perché l’ho fatto, secondo quali motivi e motivazioni.

Ecco quindi una pseudo definizione di MOTIVAZIONE: “E’ un costrutto concettuale destinato a spiegarci certe condotte”.

Molto tempo fa si pensava che l’essere umano si comportasse in un certo modo quasi esclusivamente secondo dei pensieri logico-razionali. (Voglio raggiungere Verona? Il mio cervello mi dice di salire in macchina, girare la chiave e premere l’accelleratore…).

Oltre a questo si aggiunse l’idea che l’uomo ha degli istinti e pulsioni innate che lo guidano nell’azione. (C’è un leone che mi sta smozzicando la gamba? Farò di tutto per divincolarmi per sopravvivere)

Ulteriore concetto introdotto nella prima metà del ‘900 quello di abitudine. Ci sono delle operazioni automatiche che svolgo durante la giornata, perché ripetute ogni giorno o quasi e memorizzate dall’organismo. (Apparecchio la tavola per mangiare ascoltando e/o guardando la TV, pensando a cosa farò dopo cena)

Ma è intorno agli anni ’30 che due signori molto interessanti (Lewin e Murray) iniziano a parlare di bisogni. Gli esseri umani hanno dei bisogni da soddisfare di varia natura e genere e ciò li spinge all’azione. Qui l’argomento è veramente ampio, viene ripreso e sviluppato da altri teorici (altrettanto interessanti) quali Maslow (piramide motivazionale), McClelland, Heckausen (bisogni di potere, azione, affiliazione, di autoaffermazione)per citarne alcuni. Nascono anche test psicologici per misurare e capire quali sono i bisogni di una persona. (Esco con gli amici la sera perché ho dei bisogno di stare con altre persone…) 

Piramide-di-Maslow

Aggiungendo altri costrutti motivazionali troviamo la motivazione al Potere e quindi l’Autoaffermazione (che è diverso da autorealizzazione) (Ho aperto una ditta e ho dei dipendenti perché mi piace il prestigio sociale e dare ordini)

Interesse notevole è l’aspettativa come motivazione al successo o all’insuccesso. Farsi un’idea del risultato prima di compiere l’azione è fondamentale per orientare il comportamento. (Scrivo una canzone d’amore per conquistare quella ragazza…)

Molti altri aspetti influenzano la motivazione all’azione: l’autoefficacia, cioè la credenza di riuscire a svolgere una determinata azione (tiro il rigore perché ho alte possibilità di segnare, infatti gli ultimi 5 li ho segnati), la volontà (odio lavare i vestiti eppure lo faccio ugualmente), il carattere della persona (sono una ragazza timida, non salirò mai su quel palco!) fattori intrinseci all’attività (mi dedico al decoupage perché mi piace svolgere questa attività), le emozioni (ho dato un pugno al mio compagno di banco, perché ero arrabbiatissimo), l’immagine di sé (vado in palestra “8 giorni a settimana” per pomparmi e mostrare i muscoli) (mi sono offerto capo progetto perché mi sembra di essere socialmente apprezzato), il benessere psico-fisico (pescare mi fa sentire bene)

motivazione

Per concludere, le motivazioni che spingono verso una direzione e quindi verso dei comportamenti sono molteplici e complesse. Iniziare a riconoscerle è una cosa importante per capire se è veramente ciò che si vuole e se ci si dirige verso la strada giusta.

FIRMA DIGITALE

 

 

 

 

 

Annunci